L’odore della vita

27 Gennaio 2026

Quando ero piccola mi addormentavo guardando fuori dalla finestra.

Stavo sdraiata, le coperte pesanti, rigide, tirate su fino al naso, isolata dal freddo che le pareti non riuscivano a tenere lontano.
Vedevo una montagna, una piccola parte, fantasticavo sui suoi abitanti, sui sentieri, immaginavo la vetta che da sdraiata mi era preclusa.

La ritrovavo poi la mattina, assonnata, le nuvole che la proteggevano dal gelo. Quella montagna è la mia infanzia, eppure non ne riesco a visualizzare bene i contorni. Oggi, se ci penso, la vedo fuori fuoco, un ricordo disturbato dagli anni che si sono depositati uno sull’altro. Pensavo di aver perso qualcosa di me e invece ho capito che il mio passato non sono immagini.

La magia dell’infanzia, delle storie nella testa, delle mani di mio padre che pensavo mi avrebbero tenuta al sicuro sempre, sono un forte odore di terra bagnata.

Il dolore intenso di quell’amore scivolato via, di quello che sembrava tutto e in un pugno di minuti è diventato niente, ha l’odore dell’acqua e il suo stesso suono.

La prima volta in cui ho capito di essere forte, di poter cadere perché le gambe mi avrebbero rimessa in piedi, è un odore dolce di miele, quello delle cose nuove che stanno per iniziare.

I racconti di mia nonna, il suo grembiule sbiadito, i suoi occhi luminosi, sono l’odore delle foglie seccate dall’autunno.

L’inizio della mia vita adulta, di quel sorriso che è diventato una promessa di futuro, è un odore che ha dentro tutte le sfumature del bosco.

Ogni respiro è un nascere, quel giorno, una volta ancora.

E l’ho capito, finalmente. Affannarmi per rimettere a fuoco qualche immagine non ha senso. Ci si sforza di ricordare solo qualcosa che è stato e che è perso per sempre.
E io non ho perso nulla.

Quel passato sono io, ancora.
Mi è rimasto dentro, attaccato alla gola, nel naso. Se inspiro forte arriva fin dentro la testa.
E da lì non se potrà mai andare.

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Questo lavoro fa parte delle esercitazioni, Experience, che gli studenti fanno durante il PerCorso di formazione fotografica per viaggiatori. Si chiama Experience perché l’obiettivo è quello di far immergere i PerCorsisti su un proprio progetto fotografico e sul soggetto da loro scelto, per costruire così un racconto per immagini.

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